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Oggi e domani: percorsi, sfide ed innovazione delle donne nel mondo della plastica durevole

In occasione della giornata internazionale della donna vogliamo raccontare la storia di tre donne che stanno scrivendo i loro percorsi all’interno del mondo della plastica.

Ogni storia inizia con una scintilla e si sviluppa grazie alle consapevolezze che si maturano con l’esperienza. In occasione della giornata internazionale della donna vogliamo raccontare la storia di tre donne che stanno scrivendo il loro futuro attraverso i percorsi intrapresi all’interno del mondo della plastica. L’oggi e il domani si fondono nelle testimonianze di chi ha colto le sfide del settore metalmeccanico per intraprendere la propria strada.

L’intervista apre il confronto, su esperienze e visioni sul futuro, tra una imprenditrice, Lorena Zambon, e due studentesse Beatrice De Maria e Paola Osquino, che studiano plasturgia in un istituto tecnico. Lo scambio si apre sulle ragioni che le hanno portate ad inserirsi nel mondo della plastica: da un lato l’imprenditrice che si è fatta carico dell’eredità paterna e dall’altro le convinzioni delle ragazze legate ai futuri sbocchi professionali e agli aspetti formativi della scuola secondaria di secondo grado scelta. Emerge una forte consapevolezza che porta Lorena a spiegare come sia scattato un desiderio di dare continuità al progetto di famiglia e Paola ad esprimere con chiarezza la scelta di acquisire competenze chimiche e meccaniche spendibili nel tessuto lavorativo locale. Per Beatrice, particolarmente interessata agli ambiti scientifici, si è trattato di approfondire la conoscenza della plastica: un materiale dalle molteplici applicazioni, da quello medico all’informatico, e costantemente in evoluzione attraverso la ricerca e lo sviluppo di innovazioni. A tre voci viene così dichiarato l’interesse di ognuna: se per Lorena si traduce in analisi puntuale del dato per ricercare come migliorare in azienda, per Paola e Beatrice si tratta di capire come funzionano le cose grazie alle regole della meccanica e alla scienza dei materiali, che ne spiegano caratteristiche e applicazioni. Dalla teoria alla pratica, grazie ai laboratori scolastici che hanno permesso a Beatrice di sperimentare sui biopolimeri e a Paola di imparare, toccando con mano, a seguire un processo di analisi per ogni cosa anche fuori del contesto scolastico. 

Essere donna in un settore tecnico: direzione chiara e forte consapevolezza

La vera domanda è: come ci si muove all’interno di un contesto prettamente maschile? Per Lorena non serve forgiarsi per essere come un uomo ma l’importante è essere sé stessa con obiettivi chiari da perseguire, esprimendosi al meglio; tuttavia ammette che a volte bisogna ironizzare. Beatrice dice che, anche se a volte si sente in minoranza perché è l’unica ragazza in classe, non ci sono disparità a scuola e quindi non bisogna dare peso a questo aspetto. Serve invece farsi guidare solo dalle proprie passioni. Paola ha le idee chiare e riconosce come un valore la tranquillità derivante dall’essere poche ragazze in classe. Inoltre per lei le ragazze riescono ad essere così precise da riuscire a fare bene le attività che affrontano, talvolta meglio dei maschi.

Ragazze da laboratorio: il futuro della plastica tra innovazione e consapevolezza

Per Paola e Beatrice essere al posto giusto significa stare in laboratorio: per la prima ha avuto grande valore, orientandone il percorso di studio, l’esperienza fatta con un progetto sulle bioplastiche con la professoressa di orientamento; per la seconda, più vicina alla maturità, è stato un chiaro indirizzo per la scelta dell’università. Entrambe condividono poi l’idea del ruolo che la plastica durevole, non solo usa e getta, avrà in un mondo che punta alla sostenibilità. Paola la ritiene fondamentale e non pensa che sparirà, ma evolverà nei modi di produrla e nelle tecnologie applicate che ne ridurranno l’impatto ambientale; mentre per Beatrice, che pensa ci sia molta disinformazione sul tema e spesso un uso scorretto, il progresso scientifico farà sviluppare caratteristiche e applicazioni di questo materiale. Se già oggi ci sono fondamentali applicazioni in campo medico o aerospaziale, sicuramente il progresso porterà ad un futuro in cui la plastica sarà addirittura diversa da come la concepiamo ora. Beatrice è inoltre confidente del miglioramento del suo impiego e smaltimento responsabile. Maturità di utilizzo della plastica che Lorena porta in azienda, facendo presente che realtà industriali come EPS si devono impegnare nella sostenibilità per farne un valore aggiunto d’impresa. Chiarisce bene che la plastica durevole non sparirà per i suoi molteplici utilizzi e per le caratteristiche tecniche ed estetiche, essendo in grado di garantire elevate performance in svariati campi. Già solo il riciclo meccanico, ove possibile, consente una veloce remissione del materiale in produzione senza ulteriori interventi e costi di processo. Senza contare le tante altre azioni virtuose che possono essere adottate, come l’utilizzo di energia ricavata da fonti rinnovabili. 

Tutte e tre concordano che c’è un mondo dietro la parola plastica, pieno di differenze, voci da smentire e strade da intraprendere per innovare.

Sfide ed inclusione: passione ed impegno fanno la differenza

Le tre voci femminili concordano anche su come entrare da donna nel mondo metalmeccanico, e più precisamente in quello della plastica. Per Beatrice è sensato aver timore ma la motivazione si trova nel non darsi dei limiti e nel farsi guidare dalle proprie passioni così da fare anche scelte coraggiose che possono portare ad avere un futuro di rilievo e di grande soddisfazione professionale. Per Paola non ci devono essere etichette: non è vero che le donne non possono affrontare le materie tecniche perché sono l’impegno e l’interesse che una persona sviluppa a fare la differenza. Anche Lorena ritiene che si debba essere guidate sempre dalla propria passione, qualunque essa sia. Aggiunge poi che nelle donne ci sono tanto potenziale e capacità da consentire loro di affrontare al meglio le sfide di casa, famiglia e lavoro.

Parlando dei ruoli ricoperti dalle donne nel mondo del lavoro emergono infine le speranze. Beatrice auspica si assottiglino le differenze e che le donne non debbano sempre dimostrare qualcosa in più degli uomini; Paola confida in una maggiore facilità di conciliazione tra impiego e casa. Per lei le donne che si impegnano al lavoro non devono sentirsi in colpa verso la famiglia, ma provare a superare i timori e credere sempre nel proprio valore. Lorena pensa che ancora dei passi debbano essere compiuti nella direzione di un cambiamento culturale profondo, in grado di trasformare la prospettiva e scardinare completamente i luoghi comuni sulle donne, tuttora diffusi. Lei non solo spera, ma esorta tutte le donne a non perdere se stesse e ad affrontare qualsiasi situazione dando il meglio e credendo sempre nel proprio potenziale!


Ecco le protagoniste che stanno costruendo il loro futuro nel mondo con determinazione e obiettivi chiari: buon 8 marzo!

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